Voglia di scrivere perchè il tempo passa e si porta via tutto…ma non i ricordi che comprendono immagini, impressioni e suoni

Impressioni:

Quel ragazzo è pavido, quel ragazzo è coraggioso, colei è casta, colei è impura;

La caratterizzazione dei personaggi è il misero tentativo di inquadrare l’essenza magmatica delle persone in qualcosa di solido, chiaro, interpretabile, schematico, che faccia meno paura;

Così se è uno è pavido potrà essere più facilmente individuato tra molti, additato come colui che non ha evitato la morte della vicina per mano di un avventore assassino perchè aveva troppo timore per la sua vita. I fratelli della donna lo cercheranno e quando lo avranno trovato faranno furore su di lui. Il pavido avrà un etichetta non sua ma di qualcuno che gliel’ha affibiata.

Ogni tentativo di caratterizzare e inquadrare in delle forme l’essenza umana, la molteplicità delle sue sfaccettature dimantesche è fallace. Esiste un motivo per cui ancora oggi le persone sanno riservare sorprese, violano il prevedibile, stupiscono ora in negativo ora in positivo.

Se ricopre ruoli fissi sarà prima o poi schiacciato da essi, migliore è l’ incostante, lui riesce ad adattarsi a tutto quello che deve dare a questa putrescente società immobile.

Il pazzo che Pirandello descrive così: “Trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica di tutte le vostre costruzioni“. (da Enrico IV)

Due sono i tipi di persone più vicine alla pazzia:

-L’incostante negli affetti e nei fatti che fa della pazzia uno scoglio su cui saltellare mentre intorno i marosi della gente si agitano per comprenderlo

-Colui che riveste una forma nella sua vita, l’annoiato, il depresso

Qualunque delle due strade venga percorsa alla fine chi ha provato la pazzia non potrà fare a meno di rifuguiarvisi ogni volta lo desideri o ne abbia bisogno.

Pirandello che soggetto

Quando tu riesci a non aver più un ideale, perché osservando la vita sembra un enorme pupazzata, senza nesso, senza spiegazione mai; quando tu non hai più un sentimento, perché sei riuscito a non stimare, a non curare più gli uomini e le cose, e ti manca perciò l’abitudine, che non trovi, e l’occupazione, che sdegni – quando tu, in una parola, vivrai senza la vita, penserai senza un pensiero, sentirai senza cuore – allora tu non saprai che fare: sarai un viandante senza casa, un uccello senza nido. Io sono così.

(da una lettera alla sorella Lina, 13 ottobre 1886)

Tenderly

Comprehension

il mare di ghiaccio

“The permafrost of souls will be the answer to complicity”

Le jeux son fait

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà

difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei.

Vivi come credi. Fai cosa ti dice il cuore…ciò che vuoi….

una vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali.

Canta, ridi, balla, ama….e vivi intensamente ogni momento della
tua vita….

prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi.

Charlie Chaplin….

We were never alive, and won’t be born again

 

Sitting in the dark, I can’t forget. Even now, I realize the time I’ll never get.
Another story of the Bitter Pills of Fate. I can’t go back again. I can’t go back
again…
But you asked me to love you and I did. Traded my emotions for a contract to

Commit. And when I got away, I only got so far. The Other Me Is Dead.
I hear his voice inside my head…
We were never alive, and we won’t be born again.
But I’ll never survive with Dead Memories in my heart.
You told me to love you and I did. Tied my soul into a knot and got me to submit.

So when I got away, I only kept my scars. The Other Me Is Gone.
Now I don’t know where I belong…
We were never alive, and we won’t be born again.
But I’ll never survive with Dead Memories in my heart.
Dead Visions in your Name.
Dead Fingers in my Veins.
Dead Memories in my Heart

L.D

Such a lonely day
And it’s mine
The most loneliest day in my life

Such a lonely day
Should be banned
It’s a day that I can’t stand

The most loneliest day of my life
The most loneliest day of my life

Such a lonely day
Shouldn’t exist
It’s a day that I’ll never miss

Such a lonely day
And it’s mine
The most loneliest day of my life

And if you go,
I wanna go with you
And if you die,
I wanna die with you
Take your hand and walk away

The most loneliest day of my life
The most loneliest day of my life
The most loneliest day of my life

Such a lonely day
And it’s mine
It’s a day that I am glad I survived.

Fare

C’è poco da fare ormai, il tempo trascorre per tutti e lo capisco ora, tardi. L’innovazione?la svolta?dove sono riposti i cambiamenti?Sì sì lo so che anche se agli occhi di noi uomini tutto è uguale se non siamo posti a tu per tu con catastrofi o stravolgimenti ma che ci vuoi fare, è questa la nostra natura, e la mia  non vi si distacca molto. Dunque, conseguente è l’attenzione/ammirazione nei confronti di chi sa usufruire della vita e vederci delle evoluzioni, causarle o ricercarle per sfuggire a ciò che cotidie accade. Sono stolto forse, indolente incurabile  non posso negarlo, involuto in una forma che non si addice al mio old style: entusiasmo per l’ignoto e maestria nel noto. La seconda si è mischiata al primo e tutto è stato sfumato, tutto misconosciuto, tutto confuso, mal appreso, limitato. In parte credo provenga da un periodo di forte stress psicofisico (non possiamo + prenderci il lusso di considerarli scissi) ma non posso dire di avere mai accusato una stanchezza tale per lo studio o qualsiasi altra attività tale da impedirmi di realizzare qualcosa…ma cosa o meglio quali cose mi hanno tolto l’entusiasmo e hanno reso Andrea così frivolo, vulnerabile, un s.n tale con sinapsi che modulano solo negativamente il messaggio chimico…non posso lamentarmi, le mie vie motorie lavorerebbero fin troppo, è il mio sistema limbico che gioca brutti scherzi. La volontà,la motivazione all’azione dove è finita, perchè mi abbandona 6 giorni su 7? L’apprezzamento per l’acquisto di qualcosa di nuovo, un evento inaspettato, trascorrere del tempo con le persone che amo, lo studio che mi ha sempre appassionato dove è andato a nascondersi. Sono sempre stato un profondo estimatore delle piccole cose, non ho mai chiesto niente in cambio se non un videogioco per la Play o qualche pacchetto di Magic…so che si cambia, si cresce, non pretendevo di giocare ai video games fino a 50 anni anche se non ci trovo sinceramente nulla di male, ma dove sono finiti, non cesserò mai d’indagarlo, la pazzia, l’emozione che prende al bambino prima di aprire un pacchetto di figurine e poi la rabbia per i troppi doppioni che però sono utilissimi per fare a cambio e dire “mi ma-mi ma-celo”. Sicuramente da un certo punto del mio essere in poi, diciamo pure dall’inizio dell’università non ho saputo organizzarmi e ho messo lo zampino, ho voluto in qualche modo che esistesse esclusivamente quello, al liceo ho avuto lo stesso atteggiamento ma ero contornato da una situazione positiva in classe, in fin dei conti si stava bene e a me non pareva monotono, anzi, ogni mattinata c’era modo per ridere o scherzare su qualche cosa di nuovo. Il sabato poi mi accontentavo di andare a volte il pomeriggio a giocare a D&D e la sera decidevo se stare a casa a guardare le orrende programmazioni o uscire. Sì, il sabato non ho mai studiato, la domenica si ricominciava. Non chiedevo molto, quello ho ottenuto e mi è bastato per 5 anni.

Quando ho iniziato medicina sono riuscito bene o male a riparare a tutto, poi ho aggiunto al sax l’altra passione della mia vita, il nuoto, che ho proseguito fino al XII anno ma a giugno di questo ho deciso di smettere e so che dovrò porre dei paletti anche all’esperienza del sax, prima o poi. Non penso che sia ridurre la propria vita allo studio ma so che quello che stiamo costruendo ora è ciò che saremo, che sarò tra una decina di anni nella vita, coi suoi problemi, più o meno solo. So di amare i piccoli aspetti e quello che sto affrontando con la materia che studio (arte, disciplina???) li supera per difficoltà, impegno, forza d’animo e coinvolgimento. Ma se li supera, a mio avviso non deve sotterrarli ed io, questo, ho fatto fin dall’inizio della mia esperienza di universitario. Lo studio deve essere esperienza, plasmatore di una forma mentis che non deve però scavalcare la personalità, la sanissima voglia di conoscere il resto del mondo che almeno io, parlo da individuo molto limitato, tendo a giudicare a volte inferiore…ma le formiche sono sempre lì per essere pestate o mordicchiate, le catene per dondolarsi, le foglie per essere raccolte e osservate, i rami per essere tirati, il pallone per rotolare, il cemento per fracassarsi i ginocchi, la testa per essere sbattuta in ogni dove, i pantaloni della tuta grigia per essere macchiati di erba, per essere dilacerati e poi coperti con una toppa oscena di quelle che si attaccano al calore del ferro da stiro, e il sole è lì fuori per farsi osservare, per fissarlo e distogliere subito dopo gli occhi perchè punge alla vista, le persone per essere abbracciate. La soluzione penso che sia come sempre l’equilibrio tra le 2 cose, alla fase dello sconvolgimento per la ri-scoperta del mondo, deve tornare il senso di piacere per quello che faccio. La mia vita è tanto, vivo perchè vive il mio pensiero nelle menti degli altri, nelle cose che tocco, che guardo, che assaporo, che ascolto, che annuso…tutte queste portano il mio ricordo.

La soluzione più efficace di un problema è la sua dissoluzione

Piove e intanto penso:<<Ha quest’acqua  un senso?>>Dicono sia colpa di un’estate come non mai. D’estate muoio un pò allora come spieghi questa maledetta nostalgia. Seguo il sesto senso della pioggia e il vento che mi porti dritta dritta a te che freddo sentirai ma è un inverno che è già via da noi allora si spiega questa maledetta nostalgia, si trema come foglie e si cade al tappeto. 

 

Non c’entra…