febbraio 8, 2010
Categorie: Uncategorized . . Autore: tirsi . Commenti: Lascia un commento

Impressioni:
Quel ragazzo è pavido, quel ragazzo è coraggioso, colei è casta, colei è impura;
La caratterizzazione dei personaggi è il misero tentativo di inquadrare l’essenza magmatica delle persone in qualcosa di solido, chiaro, interpretabile, schematico, che faccia meno paura;
Così se è uno è pavido potrà essere più facilmente individuato tra molti, additato come colui che non ha evitato la morte della vicina per mano di un avventore assassino perchè aveva troppo timore per la sua vita. I fratelli della donna lo cercheranno e quando lo avranno trovato faranno furore su di lui. Il pavido avrà un etichetta non sua ma di qualcuno che gliel’ha affibiata.
Ogni tentativo di caratterizzare e inquadrare in delle forme l’essenza umana, la molteplicità delle sue sfaccettature dimantesche è fallace. Esiste un motivo per cui ancora oggi le persone sanno riservare sorprese, violano il prevedibile, stupiscono ora in negativo ora in positivo.
Se ricopre ruoli fissi sarà prima o poi schiacciato da essi, migliore è l’ incostante, lui riesce ad adattarsi a tutto quello che deve dare a questa putrescente società immobile.
Il pazzo che Pirandello descrive così: “Trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica di tutte le vostre costruzioni“. (da Enrico IV)
Due sono i tipi di persone più vicine alla pazzia:
-L’incostante negli affetti e nei fatti che fa della pazzia uno scoglio su cui saltellare mentre intorno i marosi della gente si agitano per comprenderlo
-Colui che riveste una forma nella sua vita, l’annoiato, il depresso
Qualunque delle due strade venga percorsa alla fine chi ha provato la pazzia non potrà fare a meno di rifuguiarvisi ogni volta lo desideri o ne abbia bisogno.
Quando tu riesci a non aver più un ideale, perché osservando la vita sembra un enorme pupazzata, senza nesso, senza spiegazione mai; quando tu non hai più un sentimento, perché sei riuscito a non stimare, a non curare più gli uomini e le cose, e ti manca perciò l’abitudine, che non trovi, e l’occupazione, che sdegni – quando tu, in una parola, vivrai senza la vita, penserai senza un pensiero, sentirai senza cuore – allora tu non saprai che fare: sarai un viandante senza casa, un uccello senza nido. Io sono così.
(da una lettera alla sorella Lina, 13 ottobre 1886)

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà
difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei.
Vivi come credi. Fai cosa ti dice il cuore…ciò che vuoi….
una vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali.
Canta, ridi, balla, ama….e vivi intensamente ogni momento della
tua vita….
prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi.
Charlie Chaplin….