Quando la spersonalizzazione raggiunge livelli inquietanti

 

Quando ho trovato questo video su Youtube è stato un colpo…come infangare la memoria di un sassofonista quale J.Coltrane facendo suonare uno dei suoi brani più celebri da un robot…poi la differenza è abissale, basta ascoltarlo anche distrattamente per capire che non c’è sentimento.

5 Commenti

  1. Andre ma che c’entra il sassofono? Te non suonavi il triangolo???
    A parte gli scherzi, ovviamente penso che sia una cosa vergognosa. La musica è arte, e come tale per essere fatta ha bisogno di un’anima dietro. E siccome un robot non ha l’anima, può anche suonare uno strumento ma non farà mai musica…

  2. Brava Sara! Non avrei saputo dirlo meglio! L’arte è una delle poche cose che ancora vede le emozioni come protagoniste assolute, e la musica poi è sentimento puro, che passa diretto da un cuore all’altro. E’ davvero deprimente vedere come spesso tutto questo viene dato per scontato o messo in secondo piano…

  3. “La musica è la tua propria esperienza, i tuoi pensieri, la tua saggezza.
    Se non la vivi, non verrà mai fuori dal tuo strumento”.
    Diceva così C.Parker, soprannominato “The Bird”(il mio sassofonista preferito)…il fatto che sia un robot a suonare evidenzia un’ingerenza illecita, una negazione dell’uomo come animale irrazionale, non solo pensante, non pura razionalità(alla Aristotele)ma sensazione, impulso e corporeità.

  4. Non sono d’accordo su vedere in modo negativo un robot che suona della musica. Anzi trovo che sia vera arte anche questa, non per il modo in cui suona, ma per il semplice fatto che suoni.
    La musica come quella di grandi sassofonisti, di eccelsi pianisti o di qualsiasi altro musicista di talento, è un compendio di intelligenza, bravura, applicazione, inventiva, talentuosità. Ma allora perchè un robot creato da una mente (o da più menti) intelligenti, forse geniali, inventive e con uno spiccato talento nell’applicarsi in tecnologie alla portata di ben pochi eletti, dovrebbe essere considerato inferiore ad altre forme d’arte?
    Per quanto io detesti l’arte moderna e contemporanea, non posso non condividere la nuova concezione di arte che con essa è arrivata: arte svincolata da ogni tradizione, tutto è arte, purché sia frutto di quei requisiti che citavo prima (intelligenza, talento, applicazione, innovazione). Potrà piacere o non piacere, ma non la si può relegare ad un livello più basso delle altre splendide forme artistiche classiche.
    ciaooo ciccio!!!!!
    Kia

  5. Posso concordare sul fatto che una forma d’arte sia la costruzione di macchine, altrimenti negherei tutta la modernità che su di esse è basata, anche se dietro a questo boom della robotica non mi vergogno di dire che nutro profondi dubbi riguardo al futuro…ma questa è un’altra storia.
    Vedi, sia che si concepisca l’arte come invenzione dal nulla, dal vuoto, aspirazione dell’essere come direbbero i metafisici o che la si interpreti come imitazione della natura non riesco a capire dove stia l’inventiva nel progettare un robot che faccia del proprio mestiere l’ imitazione dell’ imitazione.
    Charlie Parker imitava la natura nel vero senso della parola; siedeva sui prati e col sax riproduceva il verso delle rane creando un turbinio di note e scale che rievocano tutt’oggi il loro gracidio; da questa esperienza è nato il brano “Leap Frog”.
    Forse non sono ancora aperto alla modernità ma basta pensare al pesante affidamento che molti cantanti e musicisti fanno sulla tecnologia: registrano un pezzo, selezionano le parti venute meglio, fanno copia e incolla così che tutti i ritornelli siano uguali, con la stessa intonazione e il pezzo risulti omogeneo.
    Ma dove è qui l’arte, la voglia di creare il diverso che non deve per forza piacere a tutti, dove la fuga dalla standardizzazione?


Commenti RSS TrackBack Identifier URI

Lascia un commento