Volo

Volo, volo, sempre più lontano ma dove voglio andare a parare…

Non ho più concentrazione, cerco una soluzione nei meandri della mia mente ma non trovo rimedio; sarà conseguenza della mia incostanza, della mia continua voglia di fuggire dalle cose per vivere solo con me stesso ed arrovellarmi sui miei pensieri, sui miei timori…o è solo codardia, necessità di scegliere il meno peggio, la soluzione immediata ai problemi che richiedono tempo, troppo tempo per essere affrontati.

Forse è proprio l’incapacità di volersi sforzare, impiegare altre forze, quelle che magari sono rimaste dopo lo studio interrotto, quelle forze che seppur poche non dovrebbero essere mai abbastanza per un amico o per la persona amata.

Parimenti, non tollero l’indolenza, la continua altalena tra il fare e il non fare, tra l’agire e il non agire.

Forse è per questo che le parole sembrano quelle di un folle, troppo affrettate, poco misurate, troppo spontanee e passionali, di uno che come me non vede l’ora che l’atto trovi la sua conclusione, con armonia o senza.

Sì perché la grandezza della sincerità e dell’onestà sta proprio in questo; nell’essere capaci di dire ciò che si pensa nel momento esatto in cui il pensiero è ancora un baleno della mente, quasi un’allucinazione; non c’è niente di più veritiero, nessuno stupido ragionamento studiato a tavolino, nessuna idea frenata da principi…sono fin troppe le morse cerebrali.

Alla fine, sorge un interrogativo, cosa resta, a chi fa della spontaneità il proprio modo di essere?

Finisce per pretendere dagli altri lo stesso comportamento, la stessa chiarezza che per lui è più che un dono fatto al prossimo ma molto spesso dietro al selciato lo attende solo la delusione.

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