Because change happens

Questo sentimento popolare nasce da meccaniche divine?

 

M.Davis & K.Garret

Crime, It’s the way I fly to you

 

Snake Eater
 
What a thrill…
With Darkness and silence through the night
What a thrill
I’m searching and I’ll melt into you
What a fear in my heart
But you’re so supreme

I give my life
Not for honor, but for you (snake eater)
In my time there’ll be no one else
Crime, it’s the way I fly to you (snake eater)
I’m still in a dream of the snake eater

Someday you go through the rain,
Someday you feed on a tree frog,
It’s ordeal, the trial to survive
For the day we see new light

I give my life
Not for honor, but for you (snake eater)
In my time there’ll be no one else
Crime, it’s the way I fly to you (snake eater)
I’m still in a dream of the snake eater

Terra!?

approdo1

 

 

Eccomi o dovrei dire, secondo ciò che gli amici pensano riguardo al mio esibizionismo, Ecce Homo :) ?Comunque sia, approdo alle amate sponde del mio blog dopo un mese e mezzo, poco più poco meno, di assoluto silenzio. Di silenzio ma non per questo la mia vita è stata monotona e priva di dinamismo…bè ma se mi sono messo a scrivere un motivo ci dovrà pur essere, a meno che non sia partito del tutto; è che questo post, forse, non vuole parlare nè di qualcosa di nuovo nè di diverso ma dell’approdo, appunto, ad un porto che ritengo sicuro, magari non del tutto ma almeno di più del mare aperto che ho solcato negli ultimi tempi. L’ho navigato con il fisico ma soprattutto con la mente perchè troppe volte mi sono lasciato trasportare dal mio spirito sognatore…sognare è bellissimo ma usare il sogno come fuga dalla realtà no, mai e me ne sono reso conto a mie spese, purtroppo. Avrei voglia di porre la parola fine, e fare come Ulisse che rientra ad Itaca, combattere la mia ultima battaglia contro i Proci e invecchiare con le persone care ma sento ancora il bisogno che incalza, quella curiosità e paura del confine etereo tra presente e futuro e so che prima o poi scioglierò le funi e mi appresterò a ripartire, chissà per quali paesi sconosciuti.

Di marosi ne ho dovuti e voluti affrontare fin troppi ed ora mi ritengo sazio; decido di vivere un pò alla volta, non attendere più una settimana per un evento che si consumerà in poche ore, o un giorno nell’attesa di qualcosa che può arrivare ma che tante volte, forse un pò troppe, no. Allora resta la delusione, l’avversità verso una stella polare che sembra indicare a tutti la strada e a me no, la sofferenza mia e della mia ciurma. Cosa dovrei fare, continuare a lagnarmi per una situazione che non sopporto? No, è giunto il tempo o di provare a plasmare il corso degli eventi prima che questi accadono e se non è possibile, accettare la situazione presente e non piangere lacrime di coccodrillo (come diceva la mia maestra delle elementari).

Poi c’è la ciurma, appunto, e cosa vi è di più bello nella vita dei pochi ma buoni componenti dell’equipaggio? Coloro che si sacrificano ogni giorno a far andare avanti la nave e riparano le falle affinchè esse non superino il diametro di non ritorno e la barca diventi uno di quei relitti, con lo scafo sfondato che risuona nell’abisso simile alla carcassa di un animale morto. Soprattutto per coloro, glielo devo.

Il negozio d’antiquariato

L’Amleto: stralci di scene

 

Riporto alcuni dialoghi estrapolati dall’Amleto che più mi hanno colpito.

Amleto risponde alla regina sua madre che gli rimprovera di fare della morte del padre un affar suo.

Amleto:

Sembra, signora; anzi è: non conosco sembra.

Non è solo il mio mantello tinto d’inchiostro,

nè le mie abituali vesti d’un nero solenne,

nè i rotti e profondi sospiri, e neppure

il fiume che scorre dagli occhi e la disfatta

espressione del volto, insieme

con tutte le forme, i modi e gli aspetti

della sofferenza; non solo tutto ciò

può veramente rappresentarmi. Coteste, sì,

son cose che sembrano; perchè si possono recitare.

Ma io ho qui dentro qualcosa ch’è al di là

d’ogni mostra: il resto non è

che l’ornamento e il vestito del dolore.

 

Re:

Non è ch’io pensi il contrario, ma so -

dal corso dell’esperienza – che l’amore nasce nel tempo

e il tempo stesso ne modera il fuoco e la scintilla.

Vive nella fiamma stessa dell’amore

una sorta di stoppino che la smorzerà.

Del resto non v’è nulla che perduri in una stessa bontà,

perchè la bontà, diventando pletorica,

muore del suo eccesso; ciò che vorremmo compiere

lo dovremmo mettere in atto nel momento

in cui lo vogliamo; perchè questo “vorremmo”

muta, ha tanti ammorzamenti e rinvii

quanti sono le lingue, mani, incidenti;

e questo “dovremmo” è come un sospiro

speso gratuitamente, che sollevandoci ci nuoce.

 

Amleto:

Essere… o non essere. É il problema.

Se sia meglio per l’anima soffrire

oltraggi di fortuna, sassi e dardi,

o prender l’armi contro questi guai

e opporvisi e distruggerli. Morire,

dormire… nulla più. E dirsi così

con un sonno che noi mettiamo fine

al crepacuore ed alle mille ingiurie

naturali, retaggio della carne!

Questa è la consunzione da invocare

devotamente. Morire, dormire;

dormire, sognar forse… Forse; e qui

è l’incaglio: che sogni sopravvengano

dopo che ci si strappa dal tumulto

della vita mortale, ecco il riguardo

che ci arresta e che induce la sciagura

a durar tanto anch’essa. E chi vorrebbe

sopportare i malanni e le frustate

dei tempi, l’oppressione dei tiranni,

le contumelie dell’orgoglio, e pungoli

d’amor sprezzato e rèmore di leggi,

arroganza dall’alto e derisione

degl’indegni sul merito paziente,

chi lo potrebbe mai se no può darsi

quietanza col filo d’un pugnale?

Chi vorrebbe sudare e bestemmiare

spossato, sotto il peso della vita,

se non fosse l’angoscia del paese

dopo la morte, da cui mai nessuno

è tornato, a confonderci il volere

ed a farci indurire ai mali d’oggi

piuttosto che volare a mali ignoti?

La coscienza, così, fa tutti vili,

così il dolore della decisione

al riflesso del dubbio si corrompe

e le imprese più alte e che più contano

si disviano, perdono anche il nome

dell’azione. Ma zitto! Ora la bella

Ofelia si avvicina. – Possa tu,

Ninfa, nelle preghiere ricordare

i miei peccati.

Quando la vergine di ferro non era uno strumento di tortura…

Il cervello delle donne

 

Questo post non ha niente di misogino ma è solo una constatazione del variegato mondo femminile…

  

Una canzone su cui riflettere

Scrivo il testo di una canzone di F.Battiato “E ti vengo a cercare” che ho scoperto e inserito prontamente nel blog, vuoi per le parole profonde e, soprattutto, per le molteplici interpretazioni possibili. 

E ti vengo a cercare

anche solo per vederti o parlare

perchè ho bisogno della tua presenza

per capire meglio la mia essenza

Questo sentimento popolare

nasce da meccaniche divine

un rapimento mistico e sensuale

mi imprigiona a te

Dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri

non accontentarmi di piccole gioie quotidiane

fare come un eremita

che rinuncia a sè

E ti vengo a cercare

con la scusa di doverti parlare

perchè mi piace ciò che pensi e che dici

perchè in te vedo le mie radici

Questo secolo oramai alla fine

saturo di parassiti senza dignità

mi spinge solo ad essere migliore

con più volontà

Emanciparmi dall’incubo delle passioni

cercare l’Uno al di sopra del Bene e del Male

di questa realtà

E ti vengo a cercare

perchè sto bene con te

perchè ho bisogno della tua presenza

I used to roll the dice

 

Coldplay-Viva La Vida

I used to rule the world
Seas would rise when I gave the word
Now in the morning I sleep alone
Sweep the streets I used to own
I used to roll the dice
Feel the fear in my enemy’s eyes
Listen as the crowd would sing:
“Now the old king is dead! Long live the king!”
One minute I held the key
Next the walls were closed on me
And I discovered that my castles stand
Upon pillars of sand, pillars of sand

I hear Jerusalem bells are ringing
Roman Cavalry choirs are singing
Be my mirror my sword and shield
My missionaries in a foreign field
For some reason I can not explain
Once you know there was never, never an honest word
That was when I ruled the world
(Ohhh)

It was the wicked and wild wind
Blew down the doors to let me in.
Shattered windows and the sound of drums
People could not believe what I’d become
Revolutionaries Wait
For my head on a silver plate
Just a puppet on a lonely string
Oh who would ever want to be king?

I hear Jerusalem bells are ringing
Roman Cavalry choirs are singing
Be my mirror my sword and shield
My missionaries in a foreign field
For some reason I can not explain
I know Saint Peter won’t call my name
Never an honest word
And that was when I ruled the world

(Ohhhhh Ohhh Ohhh)

Hear Jerusalem bells are ringings
Roman Cavalry choirs are singing
Be my mirror my sword and shield
My missionaries in a foreign field
For some reason I can not explain
I know Saint Peter will call my name
Never an honest word
But that was when I ruled the world
Oooooh Oooooh Oooooh”

Coldplay-Viva La Vida Traduzione

Io dominavo il mondo
le maree si alzavano quando lo ordinavo
adesso al mattino dormo da solo
spazzo le strade che una volta possedevo
io tiravo i dadi
vedevo la paura negli occhi dei miei nemici
sentivo la folla cantare
”adesso il vecchio re è morto! lunga vita al re!”
un momento tenevo le chiavi
subito dopo mi rinchiudevano fra quattro mura
ed ho scoperto che i miei castelli avevano fondamenta di sabbia, colonne di sabbia
sento le campane di Gerusalemme suonare
i cori della cavalleria romana
Siate il mio specchio, la mia spada e scudo
i miei missionari in un territorio straniero
per alcune ragioni che non so spiegare
Una volta lo sai che non c’era mai una parola onesta, mai
ma quello era quando dominavo il mondo
(ohh)
Ed il dannato selvaggio vento ha buttato giù le porte per farmi entrare.
Finestre infrante ed il suono dei tamburi
la gente non credeva a ciò che ero divenuto
i rivoluzionari volevano
la mia testa su un piatto d’argento
Solo un pupazzo con un unico filo
chi mai vorrebbe essere un re?
sento le campane di Gerusalemme suonare
i cori della cavalleria romana
Siate il mio specchio, la mia spada e scudo
i miei missionari in un territorio straniero
per alcune ragioni che non so spiegare
So che San Pietro mi chiamerà
Mai una parola onesta
ma quello era quando dominavo il mondo
(ohh)
sento le campane di Gerusalemme suonare
i cori della cavalleria romana
Siate il mio specchio, la mia spada e scudo
i miei missionari in un territorio straniero
per alcune ragioni che non so spiegare
So che San Pietro mi chiamerà
Mai una parola onesta
ma quello era quando dominavo il mondo
(ohh)